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Pesca trota torrente

Pesca trota torrente

Con questo termine si indica la pesca alla trota in acqua corrente con esche naturali, per distinguerla dallo spinning e dalla pesca a mosca che prevedono esche artificiali.
Nella sua versione amatoriale, praticata anche nei Paesi dell’Europa centrale, comporta lunghi percorsi a piedi alla ricerca dei posti più promettenti; dal punto di vista tecnico l’approccio può essere una semplice pesca a fondo oppure una passata con il galleggiante, e in entrambi i casi è sufficiente una canna telescopica rigida, fra i 3 ed i 4 metri di lunghezza, caratterizzata da un ingombro ridotto che ne agevola il trasporto.
Nella sua versione agonistica è comunque importante la ricerca del pesce, ma l’attrezzatura è diversa, in quanto l’esca può essere lanciata o semplicemente deposta e guidata in corrente. Nel primo caso si tratta di una vera e propria pesca a fondo e basta una canna tipo bolognese ad azione rigida, di lunghezza compresa fra i 5 e gli 8 metri. Nel secondo caso l’attrezzo fondamentale è una canna molto lunga, fra i 10 e i 12 metri, con la quale non si esegue un vero lancio, ma si cala l’esca nel punto desiderato, sotto la vetta della canna, e la si accompagna esplorando il fondo. Naturalmente la canna deve essere molto sensibile per avvertire l’abboccata della trota, leggera per non stancare il braccio e robusta per sopportare gli inevitabili maltrattamenti. La sua lunghezza è regolabile per adattarsi alle condizioni ambientali.